Il colore e i profumi dei vini 2017

By silviaferri-sg 1 mese fa
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Santa Giustina, Ottobre 2017
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Andrea

Facendo un sopralluogo in cantina vedo Andrea, le chef de cave, con le mani “nere”. Chiedo: “Andrea, come mai le mani così sporche?” Risposta: “Le mie mani non sono sporche, le lavo ogni mezz’ora: il nero che vedi è dato dalla sostanza colorante del vino barbera che sto travasando. Solo usando la candeggina riesco a farle tornare bianche, ma questo “trattamento” lo riservo solo il sabato, quando devo uscire con la morosa.”

Accidenti, guardo il vino e lo trovo di una tonalità di rosso così intensa che quasi non passa la trasparenza del bicchiere; se non fosse per il cerchio rosso vermiglio che si nota nell’unghia superficiale, direi che il colore tende al blu notte per non dire nero. “Che bel colore”, dico ad Andrea, il quale, con sguardo orgoglioso, risponde: “Quest’anno abbiamo vini di un’intensità di colore e con un estratto che si possono tagliare con il coltello!”

Bella espressione questa, non la sentivo da tempo: la usavano i vecchi vignaioli tipo mio padre (classe 1915) che assaggiavano i vini (allora si producevano soprattutto uve a buccia rossa) nella scodellina bianca, facendo roteare il vino sulle pareti per valutare la macia, il colore: più la parete della scodella si tingeva di rosso e più il vino era considerato di qualità. Poi tra loro (i vitivinicoltori) commentavano con le espressioni colorite del tempo.

“Hai sentito che profumo?” mi dice sempre Andrea. “Certo”, rispondo, “il profumo si sentiva anche stando in ufficio, avevo capito che stavi travasando il barbera: la cantina è invasa da un profumo vinoso e fruttato, quasi inebriante. Anche lo scorso anno è stata una buona vendemmia, ma il 2017 ci sta riservando qualcosa di particolare.

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Fabio

Nel frattempo arriva Fabio, l’agronomo di Santa Giustina, il quale, esternando un sorriso a trentadue denti dice: “Che profumo e che colore ha questo vino!” Poi, riprendendosi dall’iniziale entusiasmo: “Peccato averne prodotto così poco! Quest’anno l’annata agraria è andata contro a due paradossi: il gelo tardivo e il caldo soffocante accompagnato dalla siccità, combinazioni più uniche che rare ma che in natura ciclicamente si verificano.” “Caro Fabio”, rispondo, “purtroppo a queste problematiche è andato incontro il vigneto Italia, e il 2017 passerà come la vendemmia più scarsa degli ultimi trenta anni”.

Improvvisamente, da dietro una vasca d’acciaio, sentiamo la voce di Gaia, la titolare dell’azienda che furtivamente ci stava spiando: “Ragazzi, quest’anno chiedo troppo se intendo avere vini di qualità eccellente?”

“Gaia, tu chiedi il giusto”, è la risposta unanime, “la natura è stata matrigna per la quantità, ma mamma generosa per la qualità. Ora in cantina dobbiamo procedere con cura e metodo all’affinamento e alla conservazione dei vini in vasche e botti, fino alla messa in bottiglia che inizierà nei primi mesi del 2018 con i pregiati vini bianchi rappresentati da Ortrugo, Malvasia e Anricus, il vino ottenuto dal sapiente uvaggio con le uve ortrugo, sauvignon e malvasia”.

“Ho sentito Carlo, il nostro enologo, il quale è entusiasta dei vini bianchi, quanto a profumo, persistenza e pienezza al gusto” continua Gaia. “Verissimo”, rispondo, “abbiamo i rossi carichi di colori e dai profumi vinosi, ed i bianchi floreali e fruttati, una vera delizia”.

“Bene, ora basta farci i complimenti addosso, dobbiamo metterci al lavoro per convincere i nostri Agenti di vendita e soprattutto i nostri clienti che qui a santa Giustina si sta lavorando con tanta cura e orgogliosa competenza!”

Guerrino Saviotti

 

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  Diario
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